In risposta all’Assessore Pisciotta sul Rendiconto 2015

In riferimento al comunicato stampa dell’Assessore Pisciotta, nel quale si sostiene che il Consigliere Di Maria non dica il vero sul rendiconto 2015, mi preme sottolineare che, non essendo un tecnico del settore, mi sono avvalso, per la comprensione delle scritture contabili, dell’ausilio fornito dalla relazione del Revisore dei conti, che evidenzia, nel conto consuntivo 2015, molti punti critici tra i quali: l’assenza della necessaria asseverazione dei debiti e i crediti con la società Belice Ambiente e, nelle conclusioni, l’impossibilità di poter ATTESTARE LA COMPLETEZZA E L’ATTENDIBILITÀ del conto del patrimonio.

Dunque se il Consigliere Di Maria non dice il vero, va da se che anche il Revisore dei conti non dica il vero, così come, alla stessa stregua, possa essere pure considerata non veritiera la deliberazione della Corte dei conti, n.2/SEZAUT/2016/QMIG, quando sostiene che l’asseverazione, ovvero la certificazione, dei debiti e dei crediti con le società partecipate, è sempre necessaria e che in caso di mancata certificazione da parte della società partecipata, per come correttamente ha fatto il Revisore dei conti, invitando l’Amministrazione ad “intraprendere i necessari contatti al fine di verificare e conciliare crediti e debiti con la società Belice Ambiente”, diventa compito della Giunta comunale assumere, senza indugio, i provvedimenti ai fine della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie, e questo l’Assessore lo avrebbe dovuto sapere.

Dunque, se i Revisori dei conti della Belice Ambiente non certificano i debiti ed i crediti, è compito dell’Amministrazione comunale darsi da fare, lo scrive la Corte dei conti nella sentenza, non il Consigliere Di Maria.

In pratica Sindaco ed Assessori non devono aspettare “chi lu ficu fattu ci cari n’mucca”.

149354_867430686622592_4595513990475157413_nCosì come è sempre la Corte dei conti, nelle sentenze n. 125/2016/PRSP e n. 332/2015, a sollevare 14 punti critici ed a certificare un disavanzo, tecnico, per come lo definisce l’Assessore, o meno, di amministrazione di 6,9 milioni di euro ed uno, in termini di flussi di cassa, di 2,3 milioni.

Nulla di tutto ciò è stato inventato dal consigliere Di Maria e per verificare basta consultare le due sentenze dove in una di esse, la n.125/2016/PRSP, la Corte dei conti, richiamando l’art. 148 bis comma 3 del d.lgs. 267/2000, ha imposto all’Ente l’obbligo di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, avvenuto il 20 giugno 2016, le misure correttive idonee a rimuovere le criticità evidenziate.

Dunque le misure correttive doveva essere approvate entro il 19 Agosto 2016, approvarle il 12 settembre, oltre il termine stabilito di 60 giorni, ha vanificato sia le soluzione, a nostro parere poco convincenti, proposte dall’Amministrazione, sia qualsiasi altre che avrebbero potuto presentare le forze politiche, presenti in Consiglio.

In tutto ciò non possiamo che riscontrare il cronico ritardo, da parte dell’Amministrazione, di riuscire a rispettare i tempi di scadenza sia per l’approvazione del Rendiconto 2015 che per le misure correttive al Rendiconto 2014.

Per poter consentire ai cittadini di conoscere voce per voce le spese effettuate e per poter esprimere il proprio giudizio, invitiamo l’Amministrazione a pubblicare per intero, sul sito istituzionale dell’Ente, il Rendiconto 2015 e la relazione del Revisore dei conti.

23/09/2016                                                   (TOMMASO DI MARIA)

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